Oggetti in legno

Gli oggetti in legno: arredare in modo naturale e sostenibile

Come il legno torna ad essere protagonista dell’interior design

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Perché scegliere il legno per i complementi di arredo, gli oggetti di design che impreziosiscono le nostre case, le idee regalo per le persone a cui teniamo?

Una domanda lecita, questa: specialmente se pensiamo alla “concorrenza” a cui oggi il legno è esposto: ceramica, metalli più o meno preziosi, vetro, il grande mondo delle plastiche. Tutti questi materiali sono ugualmente protagonisti di un mercato, quello dell’oggettistica da arredamento e da regalo, che è vasto e vario.

Perché dunque scegliere il legno, è la domanda che mettiamo sul tavolo, forti della nostra esperienza di quasi settant’anni nella sua lavorazione.
Ecco alcune risposte che ci siamo dati.

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Il legno è un materiale unico

Il legno ha caratteristiche che nessun altro materiale destinato alla produzione di oggetti ha. 

Prima di tutto è fortissimo il suo legame con la vita dell’uomo: utilizziamo il legno dalla notte dei tempi, a partire dalla preistoria. 

Dall’uso come combustibile per scaldarci (che ancora oggi portiamo avanti: si sono evolute le stufe e le abitazioni, ma il legno è rimasto lo stesso), alla produzione di oggetti, il legno ci ha sempre accompagnati sia come specie, sia come individui: per questo lo conosciamo bene, abbiamo imparato ad apprezzarne le caratteristiche e a distinguere le diverse forme in cui la natura lo propone.

Una peculiarità del legno è l’estrema varietà di essenze a cui possiamo attingere, ognuna con caratteristiche specifiche.

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Il legno è un po’ come le persone: così come tutti noi abbiamo due occhi, una bocca, camminiamo su due gambe,  anche le piante da legno hanno tutte radici, fusto, e foglie. Ci sono dunque caratteristiche comuni a tutti i tipi di legno e caratteristiche specifiche di ognuno (nel caso nostro le impronte digitali o il colore dei capelli, ad esempio, e per il legno le venature, la densità, etc).

Questo lo rende un materiale estremamente vario, da cui possiamo ricavare di tutto.

Un piccolo stuzzicadenti di betulla o pioppo, oppure un pavimento in teak, oppure ancora una barca come la gondola, per cui si usano addirittura otto essenze combinate: rovere, abete, olmo, ciliegio, larice, noce, tiglio e mogano.

Al contrario di molti altri materiali naturali o prodotti dall’uomo il legno è un materiale vivo: il tavolo della cucina respira, si muove rispondendo alle sollecitazioni ambientali come la temperatura e l’umidità, trasmette una matericità che non ritroviamo in altri materiali.

Ci è immediatamente chiaro se pensiamo alla sensazione di camminare a piedi nudi su un pavimento di legno e alla differenza che si percepisce rispetto, ad esempio, a un pavimento di marmo o di gres porcellanato.

Ma non basta, c’è dell’altro.

Il legno è una materia prima sostenibile

Caratteristica fondamentale è infatti che il legno è una materia prima sostenibile: non inquina l’ambiente in cui viviamo, al contrario di altri materiali che lo “intossicano” direttamente o indirettamente.

Prendiamo la plastica, ad esempio.

Ricordiamoci che, secondo gli ultimi studi, sul fondo degli oceani ci sono almeno 14 milioni di tonnellate di plastica: una cifra spaventosa, da tenere presente per migliorare le cose. 

Oppure prendiamo in considerazione altri materiali, come l’acciaio e il cemento: poco sostenibili per il livello di anidride carbonica e gas serra che richiede la loro produzione su larga scala.

La sostenibilità è oggi una metrica imprescindibile per l’industria e l’artigianato, e deve esserlo anche delle vite di ognuno di noi. 

Per natura il legno ci aiuta ad essere sostenibili: non inquina perché è un materiale rinnovabile ed ecologico, e allo stesso tempo  richiede processi produttivi che possiamo rendere sostenibili con meno difficoltà. 

Inoltre, cresce naturalmente e, anzi, nel processo di crescita contribuisce a ridurre l’impatto dei gas inquinanti. 

Un ettaro di bosco contribuisce a togliere dall’atmosfera circa 9 tonnellate di anidride carbonica all’anno: più o meno le emissioni medie di un italiano. 

particolare di un bosco nella penombra

Anche il luogo di provenienza del legno può essere indice di sostenibilità se certificato in questo senso.

Lo testimonia la certificazione PEFC, che viene data a quelle foreste e a quei boschi, in Italia e all’interno dell’Unione Europea, che vengono coltivati e cresciuti in maniera sostenibile.

Utilizzare come fonte di approvvigionamento della materia prima questi boschi significa lavorare del legno la cui origine è certa, tracciata, e garantita in termini di sostenibilità.

Significa avere la certezza che, dietro a quell’oggetto, esiste una filiera in grado di assicurare che tutto è stato fatto per diminuirne l’impatto ambientale sia in termini di produzione, sia in termini di impatti futuri.

In Italia sono oltre 1200 le aziende inserite nella catena del PEFC, e tra queste siamo orgogliosi di poter dire che c’è anche Leonardi Wood: per la nostra produzione utilizziamo legname certificato PEFC, proveniente da boschi gestiti in modo sostenibile.

E la nostra attenzione alla sostenibilità va oltre: il 100% dell’elettricità che usiamo in laboratorio proviene da fonti di energia rinnovabili.

Il nostro certificato PEFC racconta bene questa attenzione.

Si potrebbe obiettare che tagliare alberi sia di per sé un’attività poco sostenibile. Proprio a questo però serve la certificazione PEFC: a garantire la capacità di rigenerazione dei boschi. Per ogni albero abbattuto, uno sta già crescendo al suo posto.

Come il legno diventa (torna?) protagonista dell’interior design

Abbiamo stabilito che un materiale naturale, vivo, sostenibile e così vario di sfumature e caratteristiche è quello giusto di cui circondarsi: anche e specialmente per gli oggetti che usiamo su base quotidiana o per gli oggetti con cui decidiamo di abbellire le nostre case. 

Per questo oggi, la tendenza dell’interior design è quella di esplorare sempre più il mondo del legno: un materiale duttile che può dare spazio alla fantasia del progettista e andare ad arricchire gli ambienti in cui viviamo senza pesare sulla natura che ci circonda. 

Qualche esempio?

Vasi, portafrutta, ciotole, alzate, piatti, posate, bicchieri, centrotavola, portacandele per la cucina.

Organizer da scrivania, stazioni di ricarica, lampade, orologi da parete, portamatite, cover per il cellulare, stand per il tablet e il pc per l’ufficio. 

Portaspazzolini e portasaponette, dispenser, scatole di diverse dimensioni per il bagno. 

Lo stile nordico da molti anni mette il legno al centro del processo di home decor di un’abitazione, con un occhio al design e un occhio alla natura e un terzo, se così si può dire, al benessere delle persone. Diversi studi hanno dimostrato che vivere in un ambiente con una forte presenza di legno contribuisce alla riduzione della frequenza cardiaca, all’abbassamento della pressione arteriosa e dei livelli di stress, migliorando lo stato emotivo generale della persona. 

centrotavola con legno sfaccettato

Oggi, le tendenze in atto nel mondo dell’home decor concentrano ancora di più l’attenzione su materiali naturali e sostenibili, con colori naturali che ben si sposano con i toni neutri, dei grigi e dei blu che vanno per la maggiore.

Dopo molti mesi chiusi in casa per via della pandemia, il bisogno di portare la natura dentro gli ambienti in cui passiamo più tempo, aggiungendo anche un tocco di stile, passa dal legno e dagli oggetti in legno.

Quali sono le sfide nel produrre oggetti in legno?

Anche se conosciamo e utilizziamo il legno da sempre, la prima sfida a cui deve rispondere il mercato dell’oggettistica in legno è quella di non smettere mai di fare ricerca: la conoscenza di questo materiale che ci regala la natura non finisce mai, si arricchisce ogni giorno di informazioni in più, di dettagli che completano un quadro per noi preziosissimo. 

Accanto alla ricerca continua applicata ad un materiale in apparenza così conosciuto, si presenta un’altra sfida per chi fa il nostro mestiere: non perdere mai di vista i trend in atto. 

Solo sapendo dove va il mercato, quali sono le esigenze delle persone e i loro desideri, è possibile coniugare al meglio l’idea di design che si vuole proporre, il rispetto dei materiali e l’utilizzo delle ultime tecnologie disponibili. 

Ripensiamo ancora per un momento ai vari lockdown in cui siamo finiti nell’ultimo anno e mezzo: è cambiato tutto rispetto alla fine del 2019. I trend di arredamento sono cambiati, è cambiato il modo in cui viviamo la casa, si sono resi necessari spazi (e relativi oggetti) di cui prima non avvertivamo il bisogno. Ad esempio le stanze dedicate allo smart-working, oppure ancora i terrazzi da arredare come spazi da vivere all’aria aperta, mentre prima erano soltanto delle comode uscite dagli spazi chiusi. 

mani che digitano su un laptop

Per questo, per allenare l’attenzione che fa cogliere le opportunità di nuovi sviluppi, è fondamentale secondo noi seguire i diversi mercati, non solo quello italiano o locale, e partecipare a fiere ed appuntamenti di settore (finalmente di ritorno), per avere il polso della situazione in termini di consapevolezza dei trend e delle richieste, e per far nascere quelle scintille di ispirazione nel design che spesso scaturiscono dal confronto con le persone, con gli altri professionisti, con i produttori delle materie prime.

In Leonardi Wood abbiamo da tempo deciso di lavorare in questo modo per assicurare sempre un livello di eccellenza a quel che produciamo e alla qualità del tempo che spendiamo in laboratorio.

Tre persone del nostro organico lavorano costantemente allo sviluppo di nuovi prodotti: studiano, approfondiscono tecniche e materiali, disegnano prototipi. E questa ricerca, con i risultati di consapevolezza che ne derivano viene condivisa con tutta l’azienda, in primo luogo con i falegnami che poi realizzano materialmente i prototipi e consigliano le varie tecniche in base alla fattibilità.

Per poter crescere tutti insieme.

Il ruolo dell’esperienza nel lavorare il legno

L’esperienza è fondamentale nella lavorazione del legno.

Per quanto ci riguarda siamo quasi a settant’anni di attività in questo settore: un settore molto cambiato nel corso del Novecento e di questi primi venti anni del nuovo millennio.

Il laboratorio Leonardi Wood (che proviamo a raccontarvi con le nostre storie di laboratorio, come questa che leggete) è oggi la sintesi di questa esperienza. 

Senza di essa non potremmo conoscere, ad esempio, le differenze profonde tra i diversi tipi di legno, le diverse essenze: è l’esperienza che porta a sapere come l’abete sia un legno leggero, morbido e caldo, o il faggio – al contrario – sia duro, resistente. L’esperienza ci ha portato a scoprire e apprezzare le venature uniche che solo il frassino chiaro regala, oppure l’eleganza del noce, con i suoi toni scuri. 

È ancora l’esperienza che fa conoscere la risposta dei diversi tipi di legname alle diverse tecniche di lavorazione, e quindi fa poi scegliere l’essenza giusta per quel che abbiamo in mente di realizzare: questo significa lavorare meglio, più rapidamente dove serve essere rapidi, per poi dedicare il giusto tempo alle fasi che più contano. Significa sprecare meno, perché le scelte sono indirizzate a colpo sicuro, e sprecare meno vuol dire chiudere il cerchio della sostenibilità.

Con l’esperienza si arriva a costruire un metodo e un processo di lavoro continuamente affinato, come un buon vino in botte (di legno, naturalmente).

Nel tempo abbiamo creato un metodo che parte dall’acquisto della materia prima, aspetta pazientemente i tempi di essicazione (il legno, materiale vivo, ha bisogno di perdere umidità prima di essere lavorato), passa dalla segheria per i semilavorati, controlla la loro qualità e, attivando il nostro reparto grafico per le marcature, il taglio a laser o la stampa a colori, arriva alle finiture, solo con vernici ad acqua certificate.

Poi, è il momento del montaggio, dello stoccaggio in magazzino, e della vendita.

Ma questo è argomento per un’altra storia di laboratorio.

Il nostro metodo, la nostra storia, sono il nostro orgoglio di azienda trentina. Per scoprire i nostri prodotti, abbiamo realizzato un e-commerce, in cui è possibile anche acquistarli.

Dal laboratorio

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